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Imbarcazioni ad emissioni zero: la nautica ricerca di soluzioni ecocompatibili

Imbarcazioni ad emissioni zero: la nautica ricerca di soluzioni ecocompatibili - sea-project.it

Cresce sempre più la cultura ecologica e anche la nautica è costretta ad adeguarsi andando alla ricerca di soluzioni ecocompatibili per ridurre i consumi e le emissioni inquinanti. Va per la maggiore l’utilizzo delle energie alternative ed in particolare di quella eolica con l’impiego di vele sempre più innovative e potenti. E’ in fase di sperimentazione, inoltre, l’utilizzo di una sorta di aquilone in grado di evitare anche lo sbandamento dello scafo. Gli sforzi maggiori della ricerca si concentrano, comunque, sui motori delle imbarcazioni: da quello elettrico a quello ibrido. Il motore più ecologico è, per adesso, quello elettrico che aggiunge alle sue caratteristiche ecocompatibili anche l’assenza di rumori e di vibrazioni. Circa il motore elettrico, l’obiettivo della nautica è la ricerca di un nuovo metodo di ricarica delle batterie che non comporti l’uso dell’energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili. Si pensa all’impiego di tecniche analoghe a quelle delle auto ibride che ricaricano le batterie con la pressione del pedale del freno.


Si potrebbe, ad esempio in una barca a vela con motore, lasciare girare le eliche durante la navigazione con la sola vela per ricaricare le batterie, oppure utilizzare un’apposita turbina eolica durante le soste alla fonda. Accontanato per adesso l’impiego dei pannelli fotovoltaici poiche la loro installazione richiede un’ampia superficie non disponibile sulle piccole imbarcazioni o sui motoscafi. In prima linea tra le tecnologie del futuro c’è anche l‘idrogeno da utilizzare sia come carburante per i motori sia nelle celle a combustibile per produrre elettricità. Sono ancora numerosi, però, i problemi legati all’impiego dell’idrogeno ed in particolare essi riguardano la sua conservazione a bordo e la fonte da cui proviene. Se, infatti, venisse usato idrogeno derivante da processi petrolchimici l’imbarcazione continuerebbe a produrre emissioni inquinanti. Un’imbarcazione ecologica per essere tale a tutti gli effetti deve soddisfare anche dei precisi criteri di costruzione che riguardano, soprattutto, i materiali impiegati. Via libera, dunque, ai materiali riciclabili come alluminio, acciaio, legno (escluso il legno proveniente da zone esotiche e da specie a rischio estinzione) e tessuti ricavati da fibre naturali. Da evitare, invece, il carbonio, la vetroresina ed i tessuti sintetici. In definitiva, occorre che la nautica si confronti con queste nuove problematiche nell’interesse degli appassionati ma soprattutto del nostro Pianeta.

Chiara Ranallo

La marina americana sceglie le navi ad aquilone    

                
                                                                        

 Un grande aquilone in grado di sfruttare il vento per aiutare le imbarcazioni nella navigazione. E’ questa la nuova frontiera della nautica che, come abbiamo già spiegato tempo fa, va alla ricerca di soluzioni ecosostenibili per abbattere i consumi e soprattutto le emissioni nocive. Questo innovativo sistema di propulsione motore-vela verrà impiegato dalle forze armate americane che saranno le prime organizzazioni ad utilizzare l’aquilone per trainare le proprie imbarcazioni. L’ufficio di logistica della marina americana, il Navy’s Military Sealift Command ha deciso, infatti, di noleggiare la Beluga, un cargo tedesco che utilizza il nuovo sistema di propulsione, per il trasporto di materiali dalle basi americane all’Europa. Il meccanismo applicato è per molti versi simile a quello del kitesurf con la tradizionale vela che viene sostituita da un enorme aquilone che, collegato alla nave tramite una cima, sfrutta l’energia del vento per aiutare il motore a far muovere l’imbarcazione.

 

Nello specifico, l’aquilone viene lanciato a circa 100 metri di altezza dalla nave per sfruttare i venti pù stabili e prevedibili e può essere controllato a bordo tramite un computer. Il sistema di lancio prevede un lungo braccio telescopico in grado di alzare l’aquilone sopra la prua della nave: una volta gonfiato dal vento, l’aquilone raggiunge la giusta altezza e diventa operativo per trainare l’imbarcazione. Il nuovo sistema di propulsione motore-vela deve, comunque, sottostare a delle misure di sicurezza ed in particolare esso può essere utilizzato solo a circa tre miglia dalla costa e, dunque, in mare aperto. Utilizzare l’innovativo aquilone comporta numerosi vantaggi: vengono notevolmente ridotte le emissioni nocive ed i consumi di carburante con risparmi che si aggirano intorno al 20-30% rispetto alle imbarcazioni tradizionali. Si stima che una  nave, come la Beluga, lunga circa 130 metri sia in grado di risparmiare, grazie all’impiego dell’aquilone, carburante per circa mille euro al giorno.

Questo sistema di propulsione ibrida motore-vela è un buon esempio di soluzione ecocompatibile in grado di abbattere i consumi di carburante e le emissioni nocive a vantaggio de portafogli dei consumatori e della salute del nostro Pianeta.



 

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